Vibe coding: cos'è e cosa ci costruisco davvero
Cos'è il vibe coding, da dove viene la parola e cosa ci ho costruito con Claude Code: un sito in produzione, un pannello e routine notturne, con i test che decidono cosa va online. Più una tabella per capire cosa fare da sé e cosa far fare.
Il vibe coding è un modo di creare software in cui descrivi a parole cosa vuoi e lasci che un'intelligenza artificiale scriva il codice, senza leggerlo riga per riga. Il termine l'ha lanciato Andrej Karpathy in un post su X del 2 febbraio 2025. Oggi la parola si usa spesso anche in senso più largo, per un sito, un'app o uno script costruiti parlando con l'AI.
Anch'io lavoro così, ma con una differenza che nella definizione non c'è. Il mio sito, il pannello che uso come gestionale e le routine che di notte mandano avanti il blog li ho costruiti con Claude Code. Il codice lo scrive l'AI. Se va online lo decidono i test. Qui trovi cos'è il vibe coding, cosa ci costruisco davvero e dove servono ancora le mani.
Vibe coding: cos'è e da dove viene
Vibe coding significa programmare "a sensazione": chiedi una modifica in linguaggio naturale, l'AI la scrive, tu guardi il risultato e vai avanti. Non apri i file e non controlli le singole righe. Se qualcosa non funziona, incolli l'errore e lasci che l'AI lo sistemi da sola.
La parola viene dal post di Andrej Karpathy del 2 febbraio 2025. Karpathy descrive un modo di lavorare in cui ci si lascia andare e "forget that the code even exists", cioè ci si dimentica che il codice esiste. Racconta di parlare all'editor a voce, di accettare tutte le modifiche senza leggerle e di incollare gli errori senza commento.
Lo stesso post dice anche per cosa lo usava: progetti da weekend, da buttare. È il punto da cui parte tutto il resto di questo articolo.
Come si fa in pratica: gli strumenti
Per fare vibe coding ti serve uno strumento che legga il tuo progetto, scriva il codice e lo provi. Karpathy nel suo post usava Cursor. Io uso Claude Code, ed è l'unico di cui parlo qui, perché è quello con cui ho costruito tutto quello che descrivo sotto.
Secondo la pagina ufficiale di Claude Code, letta il 4 novembre 2026, Claude Code legge il progetto, modifica i file, lancia comandi e si collega agli strumenti di sviluppo. Funziona dal terminale, dentro l'editor, nell'app desktop e dal browser. La pagina lo dice in modo semplice: descrivi cosa vuoi, Claude Code pianifica, scrive il codice su più file e verifica che funzioni.
Le funzioni che contano per lavorare sul serio, sempre dalla pagina ufficiale:
- CLAUDE.md: un file di istruzioni che Claude Code legge all'inizio di ogni sessione. Ci scrivi le regole del progetto.
- Skill: procedure che si ripetono, scritte una volta e richiamate per nome. Le ho spiegate nell'articolo sulle skill di Claude.
- Hook: comandi che partono prima o dopo un'azione, per esempio un controllo prima di salvare.
- Attività pianificate: Claude lavora a un orario fisso, anche di notte.
Il codice lo scrive l'AI, se va online lo decidono i test
La differenza tra il vibe coding puro e il modo in cui lavoro io è chi decide cosa va online. Nel vibe coding puro decide la sensazione: sembra funzionare, quindi va. Nel mio lavoro decide una serie di controlli automatici, e nessuna modifica arriva al sito se uno di questi controlli non passa.
In pratica io continuo a descrivere cosa voglio a parole, e l'AI continua a scrivere il codice. Cambia quello che succede dopo:
- Le regole sono scritte: il CLAUDE.md del sito dice cosa si fa e cosa no, dalla sicurezza al design.
- Le modifiche arrivano con il loro test: un piccolo programma che controlla che la funzione faccia quello che deve.
- I test girano prima della pubblicazione: se uno fallisce, il sito nuovo non viene nemmeno costruito.
- Il deploy è automatico: quando tutto passa, la nuova versione va sul server da sola, con un backup del database prima.
Al 4 novembre 2026 nel progetto del mio sito ci sono 446 test automatici. Li ho contati con l'elenco che produce PHPUnit, lo strumento che li esegue. Ogni volta che pubblico una modifica girano tutti.
Creare un sito con Claude: cosa ci ho costruito
Sì, si può creare un sito con Claude Code, anche un sito vero in produzione. Il mio è la prova: francescosaviano.digital gira su Laravel, con un pannello di amministrazione e un database PostgreSQL, ed è costruito e mantenuto con Claude Code. Non è un modello preso da un tema: è codice su misura.
Il sito e il pannello che fa da gestionale
Dentro il sito c'è un pannello che fa da gestionale per il mio lavoro. Raccoglie in un posto solo le richieste dal modulo contatti, le call prenotate dal calendario del sito e le trattative con i clienti. Ogni call prenotata riceve il suo link di Google Meet e un invito da aggiungere al calendario.
Le routine notturne del blog
Anche questo blog passa da sistemi costruiti con Claude Code. Di notte una routine cerca cosa scrive la gente su Google, prepara i pezzi, li controlla e li pubblica solo se passano tutti i controlli. Routine simili, con le loro regole, scrivono, pubblicano e misurano ogni notte i contenuti di Gloora, la mia piattaforma editoriale. Come si progetta un sistema così l'ho raccontato nella guida su come creare un agente AI.
Creare un'app con Claude: cosa esce bene subito
Con Claude Code alcune cose escono bene già al primo giro, se la richiesta è chiara. Sono i pezzi che si vedono e si provano subito: la pagina c'è o non c'è, il modulo salva o non salva. Lì il vibe coding rende al massimo.
- Pagine e sezioni: una pagina nuova, un blocco di testo, un elenco di prezzi, una sezione FAQ.
- Moduli: contatti, richiesta di preventivo, prenotazione, con i messaggi di errore.
- Pannelli: tabelle con filtri, schede di dettaglio, pulsanti per cambiare lo stato di una pratica.
- Script: un report che parte a un orario, un file che si sistema da solo, un avviso su Telegram.
La regola che seguo è sempre la stessa: compiti piccoli e precisi. "Aggiungi il campo telefono al modulo contatti, con un test che lo controlla" funziona. "Migliora il sito" no. Se vuoi farti un'idea di quanto costa invece un'app fatta su misura da chi la segue, trovi le cifre nell'articolo su quanto costa un'app.
Dove servono le mani: cosa controllo prima che vada online
Le mani servono dove un errore non si vede a occhio ma costa caro: dati dei clienti, pagamenti, sicurezza, manutenzione e aggiornamenti. Su questi punti non mi fido della sensazione. Ci sono regole scritte e test che li controllano a ogni modifica.
- Dati dei clienti: ogni richiesta dal sito si salva nel database prima di mandare qualsiasi email. Se l'email non parte, il contatto resta.
- Sicurezza: ogni modulo controlla i dati anche sul server, ha un filtro anti-spam e un limite di invii per indirizzo.
- Pagamenti: in un progetto che incassa si collegano piattaforme di pagamento nate per questo, non codice scritto da zero.
- Manutenzione: prima di ogni rilascio parte un backup del database, e il sito nuovo va online solo se risponde.
- Aggiornamenti: ogni aggiornamento passa dagli stessi test di una modifica nuova.
Due esempi di cose trovate e risolte. Una volta ho visto che le notifiche dei contatti andavano a una casella che non leggo. L'ho corretto e ho aggiunto i test che controllano dove arrivano: se un giorno cambiassero, il sito non andrebbe online. Nel blog, una correzione fatta in automatico aveva lasciato un pezzo di frase fuori posto. Oggi un controllo cerca proprio quei resti, come una doppia punteggiatura o una parola ripetuta, e ferma il testo prima che esca. L'ho fatto girare il 4 novembre 2026 sui suoi casi di prova: passa.
Vibe coding gratis? Quanto costa davvero
Il vibe coding con Claude Code non è gratis: la pagina ufficiale dice che quasi tutte le versioni chiedono un abbonamento Claude o un account della console di Anthropic. Piani, prezzi e limiti li ho messi in fila nell'articolo su quanto costa Claude Code, e lì restano aggiornati.
Il costo vero, però, non è l'abbonamento. È il tempo per scrivere le regole, i test e i controlli, e per seguire il progetto dopo il primo giorno. Un sito fatto in un pomeriggio va tenuto in piedi anche nei mesi dopo.
Vibe coding per un'azienda: farlo da sé o farlo fare
Per un'azienda piccola il vibe coding ha senso da soli quando il risultato si prova a occhio e un errore non tocca clienti, dati o soldi. Conviene farlo fare quando il sistema deve girare da solo ogni giorno, toccare dati dei clienti o collegarsi a più strumenti: lì contano regole, test e controlli.
| Progetto | Da sé, con l'AI | Con qualcuno che lo segue |
|---|---|---|
| Prototipo per far vedere un'idea | Sì, è il caso ideale | Solo se poi diventa un prodotto |
| Script per uso interno (un report, un file da sistemare) | Sì, se lo controlli a ogni uso | Se gira da solo e ne dipende il lavoro |
| Sito vetrina | Possibile, se sai metterlo online e aggiornarlo | Se deve portare richieste e restare veloce nel tempo |
| Modulo che raccoglie dati dei clienti | Con cautela: privacy e sicurezza vanno controllate | Consigliato |
| Gestionale, app con utenti o pagamenti | No | Sì: servono test, backup e manutenzione |
| Agente AI che lavora da solo di notte | Solo per prove | Sì: regole, revisore e conferme prima di agire |
Se vuoi un agente o un'app costruiti così
Se hai un lavoro che si ripete, o un'idea di app per la tua azienda, posso costruirla con lo stesso metodo: l'AI scrive, i test decidono. Gli agenti AI che costruisco sono su misura e operativi in 1-4 settimane. Si parte da una call gratuita di 30 minuti, in cui capiamo quale lavoro può fare un agente al posto tuo.
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